
Può essere che non avessi la giusta predisposizione - la mente da principiante - o la famosa "pace mentale" per leggere questo libro. Può essere che Pirsig mi avesse abituato ad un certo tipo di prosa analitica. Può anche essere il caldo. Fatto sta che questa lettura è stata come un boccone difficile da mandare giù, quasi irritante a tratti. Per fortuna che si trattava di appena una novantina scarsa di pagine. Benché l'autore sia segnato come R. Kammer, in realtà si tratta di colui che ha curato la traduzione in tedesco del
tengu-geijutsu-ron (Discorso sull'arte dei demoni di montagna) di Shissai Chozan, limitandosi a scrivere di suo pugno giusto quattro pagine contate, una sorta di premessa in cui riassume il pensiero di Shissai e prefigura un diffondersi in Occidente del Kendo al pari del Judo. Il tutto è stato tradotto in Italiano per la Feltrinelli al prezzo di 7 euro. Devo però ringraziare la traduttrice per la nota in cui spiega che i Tengu sono "mitiche creature giapponesi, che si presentano in forma di uomini-uccello e abitano le montagne del Giappone", questo non lo sapevo ed evidentemente Kammer lo dava per scontato. Il resto dell'opera è un ripetersi degli stessi concetti, già presentati nella magrissima premessa, che girano attorno ai fumosi termini di "cuore" ed "energia". Nel complesso, ho avuto la sensazione di leggere una di quelle versioni liceali di Greco o Latino in un Italiano mal riuscito. Che l'opera originale non fosse questo capolavoro? Non saprei.
Uno dei tanti esempi che si può citare è
Il cuore non è nient'altro che disposizione naturale (sei) e sensazione (jo). La disposizione naturale è costituita dal Principio Celeste del cuore, è calma, immobile e non possiede né colore né forma. Solo attraverso il movimento dei sentimenti diventa falsa o sincera, buona o cattiva. A causa della trasformazione dei sentimenti ci si fa un'idea dell'azione meravigliosa del cuore, i conosce la separazione tra il Principio Celeste e i desideri umani. Ciò si definisce scienza.
A me sembra un ragionamento confuso e tautologico. Poi sarà colpa della
forma mentis occidentale. Mi ripeto: per fortuna che erano solo novanta pagine scarse!