Haruki Murakami, l'Arte di Correre e il mantra del maratoneta

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Sono a metà lettura del saggio L'arte di correre dell'autore giapponese Haruki Murakami. Parla della sua esperienza con la corsa, in particolare con la lunga distanza della maratona, come gli è scattata la molla dentro da accanito fumatore scrittore sedentario, com'è diventata occasione di vero cambiamento e continua ad essere un'attività zen quotidiana. La prosa è concisa e brillante. Di tanto in tanto emergono degli interessanti spunti di riflessione.

Condivido a mia volta:

Tra i concorrenti ce n'era uno che per tutta la corsa, dall'inizio alla fine, rimuginava su un motto appreso dal fratello (un maratoneta anche lui): Pain is inevitable. Suffering is optional. Quello era il suo mantra.

Il potere della mente sul corpo...

Il the: flavanoli, flavonoli, teina e compagnia bella

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La preparazione del té è per molti un piacere, per altri un rito giornaliero, per altri ancora un'alternativa al caffé.


Per tutti però può anche assumere importanti effetti benefici per la salute.

Vorrei segnalare l'interessantissimo blog Nutrimenti - da cui è preso il paragrafo seguente. Il blog Nutrimenti è redatto da due docenti dell'Università Politecnica delle Marche. Credo che sia una fortuna avere l'opportunità di trovare online dei blog curati con rigore scientifico da docenti esperti nel campo. Sono ancora troppo pochi a mio avviso.

Numerosi studi hanno dimostrato che consumo regolare di tè può svolgere un ruolo protettivo nei confronti dell’insorgenza di numerose patologie come malattie cardiovascolari e tumori. Nel tè sono, infatti, presenti molecole biologicamente attive tra cui composti fenolici come flavanoli (catechine e loro composti di polimerizzazione) e flavonoli (kempferolo, quercetina, and miricitina) e altre molecole come la teina (analogo della caffeina) e aminoacido L-teanina che hanno numerose proprietà benefiche tra cui proprietà antiossidanti.

La prof.ssa Gianna Ferretti è inoltre l'autrice di Trashfood, Randomestrale di Incultura Alimentare, un blog divulgativo che, con occhio rigorosamente scientifico, passa in rassegna alcuni dei cibi, i "falsi miti" e le novità della cultura alimentare contemporanea.
Disclaimer: a volte potrebbe passarvi l'appetito.

Picture Credits: http://www.flickr.com/photos/flit/3801146683/ under Creative Commons

Mishima, l'individualismo e il 1983

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Un brevissimo post per segnalare l'articolo Mishima, il vuoto prossimo venturo apparso su La Stampa di ieri 8 settembre 2009.

La Yourcenar scrive: "l'individualità cui teniamo tanto si sfilaccia come un indumento."

Era il non così vicino 1983 quanto in Italia uscì il libro di Marguerite Yourcenar, Mishima o la visione del vuoto.

Dovrei leggerlo. I temi che ruotano attorno all'opera e alla vita di Mishima sono incredibilmente attuali oggi.

Essere Corsa di P. Cristini

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Alcuni potrebbero essere discorsi letti e riletti per gli appassionati di corsa che sfogliano libri e riviste specializzate da anni, ma lo stile sincero e schietto di Pietro Cristini ne fanno una lettura piacevole e ricca di spunti di riflessione e prospettive alternative sia per l'atleta agonista che per il principiante ai "primi passi".

Due spunti che mi hanno particolarmente interessato:

Bannister, il primo uomo a correre il miglio sotto i quattro minuti nel 1954, era al tempo uno studente di medicina. Disse:

La formazione medica punta ad incrementare il potere dell'accurata osservazione e della logica deduzione. Il capire gli altri si basa sulla capacità di capire se stessi, l'autoanalisi insita nella pratica sportiva può essere molto utile agli studenti di medicina.
L'esistenza di almeno due progetti italiani molto interessanti che coniugano la medicina (e il sociale) con lo sport, in particolare quello di resistenza: il Progetto Filippide e il Diabete No Limits. Sono i primi di cui vengo a conoscenza in Italia, mentre ad esempio negli USA so che ce ne sono parecchi.

R. Kammer, Lo Zen nell'Arte del Tirare di Spada

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Può essere che non avessi la giusta predisposizione - la mente da principiante - o la famosa "pace mentale" per leggere questo libro. Può essere che Pirsig mi avesse abituato ad un certo tipo di prosa analitica. Può anche essere il caldo. Fatto sta che questa lettura è stata come un boccone difficile da mandare giù, quasi irritante a tratti. Per fortuna che si trattava di appena una novantina scarsa di pagine. Benché l'autore sia segnato come R. Kammer, in realtà si tratta di colui che ha curato la traduzione in tedesco del tengu-geijutsu-ron (Discorso sull'arte dei demoni di montagna) di Shissai Chozan, limitandosi a scrivere di suo pugno giusto quattro pagine contate, una sorta di premessa in cui riassume il pensiero di Shissai e prefigura un diffondersi in Occidente del Kendo al pari del Judo. Il tutto è stato tradotto in Italiano per la Feltrinelli al prezzo di 7 euro. Devo però ringraziare la traduttrice per la nota in cui spiega che i Tengu sono "mitiche creature giapponesi, che si presentano in forma di uomini-uccello e abitano le montagne del Giappone", questo non lo sapevo ed evidentemente Kammer lo dava per scontato. Il resto dell'opera è un ripetersi degli stessi concetti, già presentati nella magrissima premessa, che girano attorno ai fumosi termini di "cuore" ed "energia". Nel complesso, ho avuto la sensazione di leggere una di quelle versioni liceali di Greco o Latino in un Italiano mal riuscito. Che l'opera originale non fosse questo capolavoro? Non saprei.

Uno dei tanti esempi che si può citare è
Il cuore non è nient'altro che disposizione naturale (sei) e sensazione (jo). La disposizione naturale è costituita dal Principio Celeste del cuore, è calma, immobile e non possiede né colore né forma. Solo attraverso il movimento dei sentimenti diventa falsa o sincera, buona o cattiva. A causa della trasformazione dei sentimenti ci si fa un'idea dell'azione meravigliosa del cuore, i conosce la separazione tra il Principio Celeste e i desideri umani. Ciò si definisce scienza.

A me sembra un ragionamento confuso e tautologico. Poi sarà colpa della forma mentis occidentale. Mi ripeto: per fortuna che erano solo novanta pagine scarse!