E' un libro ricco di riflessioni e spunti sul perché si parte, perché si resta e perché si torna in quel posto che chiamiamo casa (è forse dove teniamo i nostri libri?).Su aNobii qualcuno ha definito l'autore un "Terzani dei poveri". In effetti una maggiore cura nel tessere assieme i vari capitoli avrebbe forse dato un risultato finale migliore. Tuttavia credo che l'intento dell'autore fosse semplicemente quello di mettere assieme degli appunti, niente di più.
Tra un'intervista ad un viaggiatore ed una riflessione sul mare, ha spazio anche l'elogio dell'immobilità, per dovere di completezza.
Un maestro dice all'allievo:
"Dedichi la tua attenzione ai viaggi esteriori, ma non sai dedicarla alla contemplazione interiore. Chi compie viaggi esteriori cerca la completezza nelle cose, chi si dà alla contemplazione interiore trova la sufficienza in se stesso."
Mi è piaciuto riflettere su questo concetto di "bastare a se stessi". Uno può girare, andare qua e là, cercare chissà cosa chissà dove, ma alla fine dove bisogna esplorare per trovare la propria serenità? Forse dentro di noi? Sono tutti temi che Terzani nelle sue opere, in particolare credo in Un altro giro di giostra, ha affrontato in modo più personale ed articolato.
Devo ringraziare l'autore per avermi fatto conoscere Satish Kumar. Chi lo conosceva già e magari ha già letto No Destination?
